ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE

Ensemble Vicenza Teatro
Genere
Famiglie

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Crediti

Da Alice nel paese delle Meraviglie
da Lewis Caroll
autore Stefania Pimazzioni
con Irma Sinico, Catuscia Gastaldi, Stefania Pimazzoni
scenografia, oggetti, luci e fonica di Franco Sinico
regia di Stefania Pimazzoni
Nel Mondo delle Meraviglie non ci sono regole definite una volta per tutte: Alice è una bambina ancora libera che crea il mondo ed i personaggi che lo popolano. Non valgono le leggi del buon senso e della buona educazione: Alice può permettersi di assaggiare strani intrugli e biscotti, può parlare con i sorrisi dei gatti, sfidare e vincere regine arroganti, allungarsi e rimpicciolirsi a suo piacimento.

Abbiamo dato ad Alice ali immaginarie con cui volare da sola là dove la porta il viaggio, affascinante e ricco di prove, fino ad arrivare al centro dei suoi desideri: il meraviglioso giardino della perfida ma anche, come tutti i cattivi, un po' ridicola Regina di Cuori, ossessionata dal desiderio di potere e dalla competizione sarà infine inevitabilmente sconfitta dalla prorompente vitalità di Alice, bambina che cresce e che ritorna volentieri alla sicurezza della sua casa, ma già pronta a partire per un nuovo viaggio.

I bambini sanno dove si trovano i passaggi, sanno inventarsi quei varchi che permettono loro di intraprendere il viaggio del gioco, della scoperta, delle domande, della crescita. Così, questa Alice ha il suo tappeto magico personale, un semplice divanetto color rosa acceso, acceso come il colore del suo vestito, rosa, il colore dell'iniziazione ai misteri. La sua casa ha perso i connotati del quotidiano, la fantasia di Alice, forse la sua fantasia inconscia, trasforma lo spazio in bianco e nero, gli opposti, gli essenziali, i luoghi di tutta la luce e quelli del caos e del mistero. Non ci sono piani su cui appoggiare le cose, tazzine e chiavi sembrano fluttuare nell'aria; solo due vestiti, due maschere, due rappresentazioni d'identità che si debbono svelare si impongono: uno è leggero, delicato; l'altro rosso, spigoloso, un po' inquietante.

Ma forse sono soltanto due vestiti che la madre, magari sarta, chissà, sta cucendo per qualche cliente eccentrica. Alice, per entrare "dall'altra parte dello specchio" segue un animale, un rappresentante dell'istinto e della saggezza della natura, la sua innocua e placida gatta, Dinah, che le fa da complice in questo viaggio di incontri bizzarri e spiazzanti, in un senso Alice non rifiuta mai la sfida della conoscenza e del divertimento.