AUTOBIOGRAFIA DI IGNOTI ovvero BARNUM

Elena Bucci
Genere
Prosa

Condividi tramite:


Crediti

drammaturgia, regia, interpretazione Elena Bucci
musiche originali eseguite dal vivo al pianoforte Fabrizio Puglisi
cura del suono e interventi dal vivo Raffaele Bassetti
luci Loredana Oddone
Seduta ad un tavolino di un bar, che forse è il mio e forse no, guardo la gente che passa, beve, parla, beve, tace, guarda, pensa, beve, ride, se ne va. Nel mio bar, perché è mio, è sempre notte tarda, poco prima della chiusura, quando gli ignoti appaiono orfani o profughi, naufraghi dall’Occidente. Fantastico sulle loro vite, su tutte le infanzie e tutte le morti. Intravedo i sogni inquieti e i legami. In loro mi perdo, mi moltiplico, mi dimentico. Una patologia, un difetto? Mi sembrano re e regine, principesse e principi prigionieri dell'incanto. Il bar somiglia al mondo d’Occidente che muore. Dove sono gli assassini? Io sto lì come un vampiro inoffensivo, un affettuoso testimone.