SCARAMUCCIA

Una Commedia dell'Arte
Stivalaccio Teatro 
Genere
Prosa

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Crediti

CON Sara Allevi, Marie Coutance, Anna De Franceschi
IN ALTERNANZA CON Eleonora Marchiori, Marie-Anne Favreau, Michele Mori, Stefano Rota, Pierdomenico Simone, Valerio Zaina,
Marco Zoppello;
SOGGETTO ORIGINALE E REGIA Marco Zoppello;
SCENOGRAFIA Alberto Nonnato;
COSTUMI Eleonora Rossi;
MUSICHE Maria Luisa Zaltron;
DISEGNO LUCI Matteo Pozzobon;
MASCHERE Stefano Perocco di Meduna E Tullia Dalle Carbonare;
SPAURACCHIO Sara Allevi;
DUELLI Massimiliano Cutrera;
TRUCCO E PARRUCCO Elena Polvani;
ASSISTENTE ALLA REGIA Francesca Boldrin;
ASSISTENTE COSTUMISTA Giulia Lucato;
COSTUMI REALIZZATI DA Bàste Sartoria E Giulia Lucato;
SCENE REALIZZATE DA Roberto Maria Macchi E Matteo Pozzobon 
CON L’AIUTO DI Giulia Remondini NELLA Bottega di Stivalaccio Teatro;
PRODUZIONE Stivalaccio Teatro, TSV – Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Bolzano;
SI RINGRAZIA Il Teatro Montegrappa di Rosà
L’esilarante compagnia vicentina, dopo il successo di Arlecchino muto per spavento, si confronta ora con un altro grande personaggio della Commedia dell’Arte in una versione inedita, densa di equivoci, scambi di persona, duelli, canti e improvvisazione. Siamo nel 1645 a Creta, isola del dominio veneziano. Mentre la guerra è alle porte, Pantalone de Bisognosi, facoltoso colono dell’isola, intreccia rapporti con la capitale Venezia per dare in sposa la figlia Ortensia
al ricco Don Alonso. Ma l’uomo, come un novello Casanova, ha promesso il proprio cuore alla giovane Flavia. In una notte lasciva, Don Alonso si imbatte in Scaramuccia, napoletano male in arnese, e nel suo servo Arlecchino, e ne nasce, per l’appunto, una scaramuccia in cui Don Alonso ha la peggio. Scaramuccia ne assume l’identità e parte in direzione di Creta. Prende così vita una storia che, come nella tradizione della commedia all’improvviso, mescola il serio
e il faceto, il sacro e il profano, la storia e il romanzo, e ci porta in un viaggio straordinario tra le antiche maschere, le navi dalle alte vele e le solide mura di Creta.

Canzonare i tiranni, sbeffeggiare i prepotenti e, in fondo, ridere dei nostri stessi vizi e difetti. Il gioco, per noi, è sempre quello di offrire, attraverso la lente deformante della Commedia, una visione più giusta
del mondo, uno spiraglio di luce che possa farci intravedere una via d’uscita. - Marco Zoppello, regista