SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE

con Melania Giglio
di William Shakespeare

Genere
Prosa

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Crediti

Melania Giglio Puck, Filostrato
Martino Duane Quince, Egeo
Alessandro Marmorini Teseo, Oberon
Maria Luisa Zaltron Ippolita, Titania
Federico Gatti Bottom
Marial Bajma-Riva Elena
Alberto Mariotti Lisandro
Matilda Farrington Ermia
Tommaso Sartori Demetrio
Odette Piscitelli Fata
Eleonora Russo Snug, Fata
Filippo Rusconi Flute, Elfo
Raffaele Vernieri Snout, Elfo
Joyce Conte Starveling, Elfo
Regia Daniele Salvo
Traduzione e Adattamento Daniele Salvo, Melania Giglio, Marioletta Bideri
Acting Coach in English Eleonora Russo
Scene Fabiana Di Marco
Costumi Daniele Gelsi
Disegno Luci Giuseppe Filipponio
Musiche Originali Patrizio Maria D’Artista
Assistente alla Regia Matteo Fiori
Organizzazione Alessia Nardecchia
Fotografie di scena Marco Borrelli
La grandissima novità di questo allestimento, firmato dal regista Daniele Salvo, è la giovane compagnia di attori interamente bilingue. Ad Atene si vive un tempo strano, dove la Natura sembra impazzita, le stagioni sono sconvolte e un grande freddo avvolge l'anima degli uomini. Proprio in questo clima di tensione si devono celebrare le imminenti nozze tra Teseo, duca d’Atene, e Ippolita, regina delle Amazzoni, da lui sconfitta e presa come bottino di guerra. È davvero possibile scegliere chi amare in un luogo così opprimente e dominato da biechi giochi di potere?

Per scoprirlo non resta che addormentarsi e fuggire in un altro luogo: un bosco lontano, pieno di magia, di incanto e di poesia. Qui, mentre il dissidio tra il re delle fate Oberon e la regina Titania sconvolge gli elementi atmosferici, un magico fiore rompe le dinamiche di quattro giovani innamorati, che iniziano a scambiarsi ruoli e amanti in un folle girotondo di passioni. Nel frattempo, un gruppo di goffi ma poetici artigiani-teatranti capitanati da Bottom si inoltra nella selva per provare una recita, diventando l'ignaro bersaglio dei dispetti del folletto Puck.

Attraverso il meccanismo del "teatro nel teatro", lo spettacolo si configura come un vero e proprio teorema sul nonsense della vita e sull'amore. Un gioco di specchi e scatole cinesi che esplora il dissidio continuo tra ragione e istinto, tra l'apollineo e il dionisiaco che vive in ognuno di noi, dimostrando come gli esseri umani siano spesso in balia di mutamenti ed eventi casuali di cui non sono affatto padroni.