AQUADUEO (UN PIANETA MOLTO LIQUIDO)

Spettacolo della rassegna ADRIA - AQUADUEO (UN PIANETA MOLTO LIQUIDO) 2026

12 set 2026
sab 21.00
Banda Osiris e Telmo Pievani
Dove?
TEATRO POLITEAMA - ADRIA (RO)

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Crediti

con Banda Osiris
Sandro Berti (mandolino, chitarra, violino, trombone)
Gianluigi Carlone (voce, sax, flauto)
Roberto Carlone (trombone, basso, tastiere)
Giancarlo Macrì (percussioni, batteria, bassotuba)
e Telmo Pievani
Filosofo della Scienza ed Evoluzionista
ricopre la prima cattedra italiana di Filosofia delle Scienze Biologiche
presso il Dipartimento di Biologia dell'Università di Padova
produzione Banda Osiris e Aboca
"La Terra è un pianeta improbabile e fragile, al posto giusto nel momento giusto attorno alla stella giusta, preziosissimo, non ce n’è uno di ricambio. Si chiama Terra, ma dovrebbe chiamarsi Acqua. Teniamocela stretta!"

Come fare a creare uno spettacolo che parli di acqua con musica, ironia e scienza, lasciando il pubblico senza fiato?
5 scienziati sono i luminari che promuovono il XX° simposio "L’acqua sul nostro pianeta, quale domani?”. Si interrogano in un laboratorio con tavolo di esperimenti, una lavagna gigante ed interattiva, un’infinità di cartelli esplicativi e tante bocce d’acqua che riescono anche a suonare.
“Com’è profondo il mare” di Lucio Dalla guida la narrazione come leit-motiv dello spettacolo. In un palco pieno di plastica, fa eco la canzone della Banda “Oleodotto” in cui si descrivono gli scempi contro il mare. Quando agli inizi la terra era un inferno inospitale, la prima goccia di pioggia fu un vero miracolo. I professori si ritrovano così in un fortunale tra citazioni di D’Annunzio e Jovanotti.
L’acqua è anche musica e si può suonare, una versione della “Barcarola” di Offenbach suonata con l’acqua riporta lo stupore e il giusto atteggiamento. Ma per il futuro avremo come prospettiva un disastro fino ad arrivare all’acqua che brucia. E si scatena una versione ustionante di "Smoke on the water” in quartetto di fiati. Attraverso un improbabile documentario in perfetto stile anni ’60, viene svelata la vita subacquea dei pesci, rappresentati con gli strumenti musicali. La loro vita sessuale viene raccontata in perfetto stile gozzaniano attraverso una poesia degna della miglior tradizione teatrale.
Quello che ci aspetta sarà la desertificazione futura. Intere popolazioni saranno costrette a migrare, saremo obbligati ad assistere a spostamenti di intere popolazioni. A questo proposito “Onda su onda” cantata dal punto di vista di un migrante ne ribalterà il significato. Come ogni vero convegno, lo spettacolo si chiude con la stesura di un documento finale: inventiamoci una nuova resistenza altamente creativa. La risposta musicale non può essere che una versione forte e toccante di "Bella Ciao”: una canzone-simbolo nata dalle acque delle mondine.
La Banda Osiris si cimenta in uno spettacolo radicalmente nuovo, con la totalità di brani inediti, e riscopre la vena onirica e surreale degli esordi. La complicità del prof. Pievani sposta il dibattito su temi importanti ed indispensabili trattati con leggerezza e semplicità.


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