MARCO POLO E LE CITTÀ INVISIBILI

Luca Zingaretti
Genere
Prosa

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Crediti

liberamente tratto da Le Città invisibili di Italo Calvino
adattamento e drammaturgia Edoardo Erba
con Luca Zingaretti, Gianluigi Fogacci,
Massimo Reale, Arianna Primavera, Camilla Diana
costumi Stefania Cempini
musiche Germano Mazzocchetti
regia e scene Giuseppe Dipasquale
produzione Marche Teatro,
Teatro di Roma – Teatro Nazionale,
Teatro Stabile di Bolzano,
Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini
A cinquant’anni dalla sua pubblicazione, Le città invisibili di Italo Calvino approda per la prima volta sui palcoscenici italiani in una riduzione di prosa organica. In un Oriente che è luogo della mente, un uomo si presenta alla corte di Kublai Kahn dichiarando di essere Marco Polo. È davvero lui o è un impostore? Il Kahn, annoiato da un impero che sente marcire tra le dita, lo sfida: sarà la forza dei suoi racconti a decidere della sua vita. In un’atmosfera sospesa tra l’interrogatorio di stato e il gioco di seduzione, Marco Polo descrive città che sembrano scaturire da un futuro che noi già abitiamo. Le città non sono più solo miraggi poetici, ma diventano diagnosi del nostro presente: metropoli soffocate dai rifiuti, reti invisibili di connessioni digitali, deserti di omologazione. Il duello prosegue fino a una rivelazione finale che scardina i confini del tempo e dell’identità.